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L’impatto del decreto “Salva Italia” sui contratti pubblici

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L’impatto del decreto “Salva Italia” sui contratti pubblici

Il D.L. 6 dicembre 2011, n. 201, pubblicato in GURI n. 284 del 6.12.2011- S.O. n.251, recante “Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici” (c.d. “Salva-Italia”) è stato convertito in legge 22 dicembre 2011, n. 214, pubblicata in GURI n. 300 del 27.12.2011.

Numerose sono le norme che riguardano i contratti pubblici.  Di seguito, si sintetizzano le novità più salienti:

• a decorrere dal al 31 marzo 2012, obbligo per i comuni con popolazione inferiore ai 5000 abitanti di affidare ad un’unica centrale di committenza l’acquisizione di lavori, servizi e forniture nell’ambito delle unioni dei comuni, di cui all’articolo 32 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (art. 23 del D.L. 201/2011);
• diffuse modifiche alle disposizioni codicistiche in materia di misure per le opere di interesse strategico (art. 41 del D.L. 201/2011);
• possibilità, per le amministrazioni aggiudicatrici di concessioni di lavori pubblici, di prevedere nel piano economico finanziario e nella convenzione, a titolo di prezzo, la cessione in proprietà o in diritto di godimento di beni immobili nella loro disponibilità o allo scopo espropriati (art. 42, comma 1, del D.L. 201/2011);
• sempre con riferimento alle concessioni di lavori pubblici, possibilità di estendere la gestione funzionale ed economica, anche in via anticipata, ad opere o parti di opere in tutto o in parte già realizzate e direttamente connesse a quelle oggetto della concessione (art. 42, comma 2, del D.L. 201/2011);
• abrogazione della disposizione contenuta nell’art. 81, comma 3-bis, del D.Lgs. 163/2006, a suo tempo introdotta dal D.L. 70/2011 (art. 44, commi 1 e 2, del D.L. 201/2011);
• ripristino della soglia di importo inferiore a 100.000 euro per l’affidamento con procedura negoziata degli incarichi di progettazione, già recentemente innalzata dalla L. 180 dell’11.11.2011 (art. 44, comma 5, del D.L. 201/2011);
• ampliamento della facoltà di interpello prevista dall’art. 140 del Codice dei Contratti (art. 44, comma 6, del D.L. 201/2011);
• obbligo di suddivisione in lotti dell’appalto – previsione peraltro ridondante, atteso che analogo obbligo era già stato recentemente sancito dalla L. 180 dell’11.11.2011 (art. 44, comma 6, del D.L. 201/2011);
• obbligo di consultazione preliminare per i lavori di importo superiore a 20 milioni di euro (art. 44, comma 8, del D.L. 201/2011);
• esclusione dell’applicazione del Codice dei Contratti rispetto all’esecuzione delle opere di urbanizzazione primaria di importo inferiore alla soglia di rilevanza comunitaria (art. 45, comma 1, del D.L. 201/2011).

Per agevolare la comprensione del D.L. 201/2011 si rimanda ad un estratto, allegato al presente articolo, contenente per semplicità le sole norme di interesse per i contratti pubblici, riportate nel testo coordinato con le modifiche apportate dalla legge di conversione.

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